Il nuovo Hotel Voco Milano sorge all’interno del distretto Stephenson e nasce dalla volontà di creare un elemento rappresentativo per la città, in un’area industriale protagonista di un nuovo sviluppo urbanistico ulteriormente incoraggiato dall’esposizione universale EXPO 2015.
Il progetto è redatto a quattro mani (dall’architetto Giancarlo Marzorati per il progetto architettonico, e dall’architetto Simone Micheli per il progetto degli interni) e ha dato vita a una torre di 20 piani fuori terra. La struttura prende vita da un basamento vetrato di tre piani, nel quale si sviluppano spazi di accoglienza come reception e bar, fitness e spa, sale convegni e piano Piloty per eventi. Dal quarto piano fino alla sommità, si trovano le 280 camere. L’ingresso dell’edificio è evidenziato da una grande pensilina a forma di ala di libellula.
Dal punto di vista impiantistico l’hotel si dimostra un’importante esperienza progettuale all’avanguardia per l’impiego di sistemi costruttivi e tecnologici di alto livello, scambiatori di calore che utilizzano la geotermia e altri innumerevoli sistemi di controllo che ne permettono una gestione “green”. Le caratteristiche dell’involucro esterno influenzano il comportamento energetico dell’edificio, nel suo complesso studiato per ridurre notevolmente i consumi.
Gli interni sono peculiari per la scelta di forme architettoniche sinuose e colori pastello: il visitatore è accompagnato in un’esperienza sensoriale suggestiva. Il chiaro delle superfici è spezzato dagli arredi colorati e da elementi architettonici dalle linee organiche che diventano sculture, creando fluidità dello spazio.
L’edificio si pone come canone di riscrittura per i futuri hotel che verranno. Esternamente distintivo e ieratico, grazie all’attento lavoro dell’architetto Marzorati, e internamente iconico e super funzionale, grazie al dinamico segno dell’architetto Micheli.









